I servitori sembravano molto affaccendati nella sala da pranzo della villa Arombelli, vasta, di forma semicircolare, un po’ fredda con le sue pareti coperte di stucco rosa e le sue colonne in marmo bianco sostenenti una vôlta dove si vedeva una classica nascita dell’Aurora sopra fondo azzurro. La tavola, tutta pronta, era semplice, ma non senza lusso. Non vi si scorgevano i raffinamenti della eleganza moderna; ma piramidi alte di frutta in vasi della China, circondati di fiori, rallegravano la candidezza della tovaglia e alternavano con dei ricchi candelabri d’argento, l’illuminazione essendo di sole candele. Gli angoli della sala rimanevano nella penombra. Le altre stanze del pianterreno, …
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