In una stanza del così detto palazzo _Cardinal_, a noi già noto, accanto a un tavolino intarsiato su gli angoli d’argento dorato ed ingombro di fogli e libri, sedeva un uomo, posatasi su le due mani la testa. E dietro ad esso era un largo caminetto, ben acceso e rosso, dove i tizzi infiammati si consumavano sopra alari indorati. La luce di quel fuoco rischiarava a tergo il magnifico vestimento di quel cogitabondo, a cui dava lume davanti un candelabro carico di ceri.…
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