Un pensiero, frammezzo alla turba sconvolta nelle sue idee, aveva brillato un istante nella mente di Silvio; e da quel punto era diventato il più importuno di tutti: «scrivere a Carlotta.» E come mai egli non vi avea pensato prima? «Le scriverò domani» disse a sè stesso, pensando acquetare di tal guisa la sua smania; e a prevenire l'effetto di questo partito così efficace, andò fantasticando gran pezzo intorno al difficilissimo edifizio che si toglieva carico di costruire al domani. A capo di due ore qualche cosa che assomigliava, secondo Silvio, ad un capolavoro epistolare, incominciò a giganteggiare nel suo cervello, come la famosa piramide di Cheope. Da qualunque lato egli guardasse ques…
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