Sul «Piazzale di Porta Roma» erano poche persone: deserta la via del laboratorio pirotecnico, deserta l'altra di faccia ad essa, ove, in sul principio, è la semplice e nuda fabbrica dell'Arcivescovado e seguono appresso altre fabbriche basse e si arriva finalmente alla «Riviera Casilina,» incoronata da una fila di case. L'ora del tramonto avanzava. Un lume dorato che, poc'anzi, aveva tutto acceso, nel lontano, il dosso fuggevole de' Tifati, si raccoglieva in coda a' monti, laggiù, a manca, ove la terra e la collina s'univano e dove pareva che l'ultima arborea decorazione di quelle gobbe immani declinasse nell'immensa e aperta campagna, verso Roma lontana. Tutto intorno taceva di quel greve …
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