Mia cara Lilla, questo romanzo, cui io metto in fronte il tuo nome come un auspicio di grazia e come un usbergo di gentilezza, è tuo di diritto. Tu non mi sei stata solamente consigliera, ma collaboratrice. Ti ricordi le nostre passeggiate pei boschi di Quisisana e lungo i _quais_ della via Caracciolo, al tramonto, durante il mio lavoro? Ragionavamo insieme di questo romanzo, apprendemmo insieme ad amarlo prima che fosse scritto. E quante volte nelle nostre fantasticherie non ci sembrava che l'irrequieto e doloroso Giuliano Farnese, o la dolce ed austera Beatrice, o l'appassionata e delusa Claudina Rosiers fossero stati fra i nostri amici più cari e più intimi? Il sole tramontava e Posillipo…
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