Se nel precedente anno s'affollarono le calamità sopra l'Italia, il presente abbondò di consolazioni. Non era uomo _Eccelino_ da sofferir compagni nel dominio di Brescia[1]. Per isbrigarsi dunque da Buoso da Doara, che col _marchese Oberto_ Pelavicino comandava alla metà di quella città, siccome ancora a Cremona, propose d'inviarlo per podestà a Verona. Buoso, persona accorta, che prevedeva i pericoli imminenti a chi si metteva in mano d'un tiranno sì sanguinario, ricusò con bella maniera, e poi stette ben in guardia per non essere colto. Non finì poi la faccenda, che il marchese Oberto e Buoso dovettero cedere ad Eccelino la signoria intera di Brescia, e ritirarsi a Cremona. Ma rimasero ben…
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