Il munifico sire Autunno, il dio cui non più la matura uva compone intorno il nero crin cerchio d'oblío né come al fauno del selvaggio Edone alto in man brilla il cembalo giulío (ben, cingon la sua fronte ardua corone di gemme e l'occhio cerulo gli langue profondamente quasi che del sangue ei nudrisca una lenta passione) riverso in nube per i vitrei seni lucida al sole come un rogo ardente, quali d'árbori forme in rii sereni vede pender ne l'aria agilemente i fastigi de' templi, e sciolti ai leni spirti de l'aria dà la chioma aulente che il ciel solca, celeste fiume d'oro, dietro lasciando un fremito sonoro a cui guardan le tur…
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