L'autore di questi due racconti fu uomo che ebbe lagrime e dolori molti; gioje pochissime; rari sorrisi e fugaci. Nondimeno talvolta fu piacevole, e in queste pagine si è ingegnato di farvi ridere. Vi è egli riuscito? Forse non ha fatto che ripetere in altra cadenza, con altro ritmo quell'inno di dolore che proruppe così spontaneo e così gagliardo dal suo petto. Forse la sua maschera è sdruscita e sotto il riso del gioviale s'indovina il gemito d'uno che soffre.…
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