Venendo a Te, per dedicarti il mio libro, penso ad una tua bella fantasia giovanile, «Un frate che minia la _Divina Commedia_»; povero frate che tu hai lasciato senza compagni, mutando il suo buon codice membranaceo nei codici moderni del patrio diritto; povero frate, per cui l'arte aveva ancora «sorrisi e fascini», ma più assai la giovane natura, parlante a lui l'onnipossente linguaggio da quelle stesse pagine ch'egli andava infiorando con le belle immagini fantasiose, ridenti d'italica primavera al genio di Oderisi da Gubbio e di Franco Bolognese. Deposti i pennelli, poggiata la faccia sulla palma della mano, pensa il povero frate, con gli occhi rivolti al poema del profugo Fiorentino «a c…
Il tuo sostegno finanzia la traduzione di questi classici in altre lingue.
Sostieni con 12 $/mese DonaGli abbonati leggono con traduzione immediata, senza attendere il limite gratuito giornaliero.